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Calcio Estero

Colombia campione nel Sudamericano Sub 20: scopriamo la top 11 del torneo

Il ragazzotto ritratto nella foto è Juan Fernando Quintero, attaccante in forza al Pescara che ha festeggiato insieme ai suoi compagni della Colombia la conquista del Campionato Sudamericano Sub 20, terzo titolo di questo genere per i cafeteros dopo quelli del 1987 e del 2005. La terribile banda di Carlos Restrepo ha battuto nella notte di ieri i pari età del Paraguay con i gol proprio di Quintero e di Vergara, per il 2-1 finale (inutile la realizzazione di Rojas allo scadere) che ha consentito alla Colombia di raggiungere quota 12 nel secondo girone, superando proprio il Paraguay fermo a 10. Competizione bella e ricca di spunti quella andata in archivio dopo quattro settimane di partite in Argentina, con dieci squadre che si sono date battaglia prima nei due gironi da cinque (le prime tre si qualificavano), poi nel gruppo finale in cui si sono sfidate le sei rimaste in lizza.

Così la prima fase ha visto le clamorose eliminazioni di Argentina (padrone di casa, Icardi è stato proprio fortunato alla fine a rimanere alla Sampdoria) e di Brasile (detentore del titolo, vinto nelle ultime tre edizioni per giunta), oltre che di Bolivia e Venezuela. Nel girone da sei tre vittorie e una sconfitta col Cile per la Colombia, tre successi e un pari (col Perù) per il Paraguay prima dello scontro diretto: all’albirroja bastava anche un pareggio, alla fine l’ha spuntata come detto la Colombia (terzo e quarto posto per Uruguay e Cile qualificatesi così insieme alle altre due per i mondiali dell’estate prossima in Turchia). Finita la manifestazione la Conmebol ha stilato l’undici ideale, noi vi presentiamo uno ad uno questi interessanti prospetti tra nomi nuovi, conoscenze del nostro calcio e futuri campioni.

Cristian Bonilla (Colombia): E’ stato il titolare inamovibile della selezione vincitrice, giovane portiere classe 1993, ha subito 8 gol in nove partite riuscendo a rimanere imbattuto in quattro occasioni (e in altre due ha subito due reti sul finale con la sua squadra già in doppio vantaggio). Gioca nel Nacional di Medellin, la squadra che fu di René Higuita e che sfidò il Milan nella Coppa Intercontinentale del’89 (gol di Evani al 119esimo); nel 2010, quando ancora militava nel Boyacá Chicó, fu vicinissimo al Manchester City: era il giugno 2010 e i giornali d’oltremanica lo davano per certo alla corte di Mancini. Poi non se ne fece nulla, da quest’anno è titolare a Medellin, squadra tra le più titolate in Colombia, e ora ha vinto il Sub20 sudamericano.

Valber Huerta (Cile): Perno della difesa a quattro della Roja vicino al più quotato Lichnovsky, un futuro in Europa assicurato dal padre polacco e va da sé dal passaporto comunitario, è stato senza dubbio la vera rivelazione difensiva di questo Sub20: piede mancino, elegante (ha preso un solo cartellino giallo in tutta la competizione), intelligente e coraggioso, questo stopper non è passato inosservato agli scout presenti in Argentina. In Italia hanno messo gli occhi su di lui Udinese e Inter, ma la poca esperienza tra i grandi (ha giocato solo tre partite con l’Univerisad de Chile) e il prezzo abbastanza alto del cartellino (1,9 milioni di euro), hanno fatto per il momento desistere le sue pretendenti.

Deivy Balanta (Colombia): Espulso contro il Cile in una sconfitta che poteva costare molto cara ai colombiani, in realtà ha fatto uno splendido torneo facendo seguito alle sue ottime prestazioni nell’Alianza Petrolera, club di Barrancabermeja salito per la prima volta della sua giovane storia nella massima serie grazie anche all’esplosione di questo giovane terzino destro.

Gustavo Gómez (Paraguay): Già nel 2011, durante la stessa competizione che si svolgeva in Perù, misero gli occhi su di lui Chievo e Bari, quest’anno si è riconfermato e alla soglia dei 20 anni è pronto per il grande salto verso l’Europa. Centoottantasei centimetri per ottantacinque chili, piede destro, non ha molta esperienza avendo giocato poco col Libertad, top club paraguayano, ma la vetrina appena passata gli avrà fatto acquistare sicurezza ed estimatori, oltre che maggior spazio in squadra.

Diego Chávez (Perù): Nato il 7 marzo del 1993 gioca da un anno esatto nella prima squadra dell’Universitario, la principale squadra di Lima, la capitale del Perù. Si tratta di un terzino destro ancora acerbo a livello fisico ma molto deciso quando si tratta di aggredire l’out e arrivare sul fondo, oltre che gran corridore il che gli consente di fare mirabili interventi difensivi in fase di ripiegamento. Ha preso parte a otto delle nove partite giocare dal sorprendente Perù, disimpegnandosi alla grande.

Bryan Rabello (Cile): Classe ’94 e ancora neanche 19enne, è un centrocampista offensivo che nel giugno scorso ha firmato un quinquennale col Siviglia di José Maria del Nido. Gioca in pianta stabile nella seconda squadra del club andaluso, avendo anche già esordito con i “grandi” (3 apparizioni per poco più di 100 minuti). Viene dalla florida scuola del Colo Colo (Sanchez, Isla, Vidal) col quale esordì a soli 15 anni; paragonato all’attuale giocatore della Fiorentina Mati Fernandez, chiude questo Sub20 con otto presenze, un cartellino giallo, uno rosso e un gol. Ma anche con grandi giocate.

Juan Fernando Quintero (Colombia): E’ stato l’autentico trascinatore dei giovani cafeteros fino alla conquista del titolo; cinque gol e una tecnica sopraffina, il Pescara lo ha dovuto lasciare per un mese ma si ritrova un giocatore ambito da moltissimi club. Il 21 gennaio scorso il suo agente Riccardo Calleri spiegava a tuttomercatoweb: “Quanto durerà Quintero al Pescara? Credo molto poco, perché sta facendo benissimo. Ora al Sudamericano Under ’20 si sta mettendo in grandissima luce, tutte le big d’Europa si stanno interessando a lui. Sarà sicuramente venduto, non so se ora o a giugno. Deciderà il Pescara. Non voglio parlare di un club in particolare, ma confermo che lo vogliono in tanti. Il suo valore è di circa 10 milioni di euro, quindi possono permetterselo soltanto le grandi squadre”.

Yordy Reyna (Perù): Attaccante brevilineo e letale sotto porta, gioca in patria nell’Alianza Lima da due anni; 20 anni a settembre, in Italia il suo nome è stato accostato al Parma, ma come spesso accade per giovani calciatori sudamericani lo status di extracomunitari di alcuni di loro ne frena il trasferimento in Europa. La stella della Rojiblanca doveva essere Andy Polo? Reyna ha siglato ben 5 reti, giocando tutte le partite e guadagnandosi per un mese le luci della ribalta.

Diego Laxalt (Uruguay): Se lo è assicurato l’Inter per circa 3 milioni di euro, il centrocampista ormai ex Defensor ha dato ragione alla dirigenza nerazzurra nel Sub20 in Argentina: dopo un’aspra lotta di mercato con la Lazio, la dirigenza interista ha fatto valere le sue ragioni anche in considerazione delle prestazioni sfoderate nell’ultimo mese. Venti anni fra tre giorni, ha giocato tutte le partite segnando al Brasile; ancora non è chiaro a chi somigli se diverse campane lo paragonano ora a Recoba, ora a Marchisio, ora addirittura a Gargano (!!!), di sicuro è un centrocampista interno che gioca col piede sinistro e che fa del dinamismo e della capacità di inserimento le sue armi principali.

Nicolás Castillo (Cile): Mezzo Ibrahimovic, mezzo Santillana, parla per lui l’agente Alejandro Santisteban: “Ha siglato cinque gol nel torneo e il quarto posto è un ottimo piazzamento. Su di lui Juve, Genoa, Milan e Napoli? Posso confermare di aver parlato con numerosi club italiani, ma nessuno di loro ha presentato un’offerta ufficiale. Sono stati semplici pourparler, le squadre di Serie A seguono Castillo ma non c’è stato nulla di concreto”. Ambidestro, intelligenza superiore alla media, ottima corsa e abilità nei calci piazzati, con l’Universidad Catolica ha già segnato in tutte le competizioni, chissà che a giugno non sia pronto per attraversare l’Oceano Atlantico.

Nicolás López (Uruguay): La Roma farebbe bene a tenerselo stretto, dato (e non solo) che è stato il capocannoniere del torneo con sei reti, un riconoscimento che in passato era toccato a Neymar (2011), Abel Hernadez (2009) e Edinson Cavani (2007), oltre che a mostri sacri come Aguilera e Francescoli. Eppure nonostante l’esordio con gol (e che gol!) contro il Catania, per il giovane uruguagio non c’è stato mai spazio con i colori giallorossi; El Conejo, come è soprannominato, scalda la panchina quando non è in tribuna e vederlo così smagliante al caldo del Sudamerica ha sicuramente fatto piacere ai tifosi capitolini. Abile negli spazi stretti, tutto sinistro, velocissimo, lo ha portato a Trigoria lo scorso anno Sabatini, ma complice la giovane età non ha ancora trovato spazio stabile in prima squadra. Lui vuole giocare, ne ha il diritto.



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