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Moratti si confessa: “Inter, ti costruisco lo stadio e poi mi faccio da parte”

Massimo Moratti e l’Inter, un amore viscerale che non ha mai conosciuto crisi nonostante burrascosi temporali (il riferimento è al 5 maggio 2002) e vette stratosferiche (il Triplete del 2010): il connubio tra il petroliere lombardo e la Beneamata ha sfondato il muro dei 20 anni e dopo quattro lustri tra bidoni e pupilli, processi e polemiche, vittorie leggendarie e cocenti sconfitte, ora il padre padrone accusa la stanchezza. E fa specie leggerlo sulle colonne del Tuttosport, quotidiano torinese notoriamente vicino alla Juve, a cui Moratti ha concesso un’intervista tutt’altro che banale:

“Per adesso cerco soci di minoranza che mi aiutino a costruire lo stadio, ma ho già pensato di vendere l’Inter. Magari un giorno non escludo di farlo. I tifosi hanno fiducia in me e non li posso fregare, ma dopo un po’ serve cambiare facce. C’è crisi, ho scelto un basso profilo”.

Lo stadio, il suo pallino degli ultimi mesi. Moratti non si nasconde, a San Donato o in zona Expo, obiettivo da raggiungere entro il 2017, il budget è di 300 milioni di euro:

“Tutto nasce dal socio cinese che ha manifestato interesse per entrare. Poi ci sono stati altri abboccamenti in Europa e in Oriente. Ma la linea e’ quella cinese, cerco un socio per costruire lo stadio, al 30, al 40%, io resto minimo con il 51. E’ importante, piuttosto, che lo stadio sia qualcosa che appartenga alla società e non sia delegato a un esterno. Se non trovassi un socio per lo stadio? Lo farò comunque. Mi piace moderno, ma non modernissimo. Che sia funzionale e che ricalchi lo stile della città. Mi hanno presentato una serie di progetti, uno mi intriga da pazzi”.

Il presente si chiama Catania, un terzo posto da acciuffare, una squadra rifondata ancora in ricerca di identità; una situazione non molto dissimile da quella dei cugini milanisti, con una differenza:

“E’ evidente che abbiamo scelto un profilo più basso, bisogna gettare le basi per il futuro e armarsi di pazienza. Questa stagione è di passaggio, anzi, di costruzione. E’ necessario saper tenere, saper resistere alle tentazioni. Berlusconi ha comprato Balotelli? Vuole bene al Milan ma è il primo a sapere che nel calcio bisogna darsi una calmata. Però se c’è un’elezione all’anno, lui un campione all’anno lo compra. E’ una scusa per divertirsi”.

Poi si sottopone a una serie di domande a raffica, Moratti risponde con sincerità:

“Sono attento a non buttar via Stramaccioni, per l’anno prossimo con noi vedo Icardi. Milito? Tornerà più carico, Zanetti e Samuel continueranno a giocare. Agnelli? E’ giovane, signore e bravo, con lui c’è affetto e siamo alleati in Lega Calcio. Rivincerà il campionato, ma lo scudetto che vuole è quello che amo di più: me lo tengo stretto. Dopo Calciopoli tutto è più pulito, ora è finita”.



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