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Qualificazioni Mondiali, i play-off in Europa: tutto sulle otto pretendenti dei 4 posti rimasti

Il 21 ottobre prossimo in quel di Zurigo si svolgeranno i sorteggi che decideranno i quattro accoppiamenti per i play-off mondiali: quattro doppie sfide tra andata e ritorno tra le otto migliori seconde dei gironi europei di qualificazione, partite ad altissima tensione a cui le squadre in questione arrivano con umori completamente diversi. Cominciamo subito col dire che anche in questo caso l’ormai famigerato ranking Fifa conta eccome perché stabilisce le quattro teste di serie: domani uscirà la classifica aggiornata ma gli esperti hanno già fatto i conti e dunque la novità del giorno è che l’Ucraina ha superato la Svezia che perciò farà compagnia a Francia, Islanda e Romania; dall’altro lato il Portogallo, la Croazia e la Grecia, oltre ai già citati ex sovietici. Facciamo dunque un punto della situazione Nazionale per Nazionale, partendo dalle teste di serie.

Portogallo

Iattura non da poco per la selezione di Paulo Bento quella dei play-off, ma chi è causa del suo mal pianga se stesso: i lusitani inseriti nel Gruppo F sono arrivati secondi a un punto della Russia, non riuscendo a vincere contro Israele e pareggiando in casa contro l’Irlanda del Nord. L’umore della squadra è comunque alto e il ct non vuole cali di concentrazione: “Faremo di tutto per qualificarci, non deluderemo“. Cliente da evitare assolutamente la Francia, dalle parti di Lisbona sperano che l’urna di Zurigo porti in dote l’Islanda.

Grecia

La Nazionale più solida, sparagnina e difensivista nell’elite europea, Fernando Santos pare aver ereditato da Otto Rehhagel la stessa tenacia di un riccio che portò gli ellenici sul tetto d’Europa nove anni fa: nel Girone vinto dalla Bosnia-Herzegovina, la Grecia è arrivata a pari punti coi balcanici segnando appena 12 gol in 10 partite (Pjanic e soci ben 30), non subendo gol in casa (e in 8 partite su 10) e ottenendo così il massimo col minimo sforzo (quantomeno in attacco). Cliente difficilissimo per chi dovesse capitare sulla sua strada.

Croazia

Testa di serie sì, ma col morale a terra: dopo il ko contro la Scozia per 2-0, seguente a quello col Belgio, il ct croato Igor Stimac ha deciso di mollare, forse punto nell’orgoglio o deluso dai suoi giocatori: “E’ stata una prova pessima: ho deciso di andarmene a causa delle ultime prestazioni della squadra. Voglio dare l’opportunità alla Federazione di cambiare” ha detto il 46enne allenatore, dando non pochi grattacapi ora ai vertici calcistici della Croazia. Super guru in panchina o si continua col tecnico dell’Under 21?

Ucraina

Tymoschuk l’eterno capitano, Mykhaylo Fomenko il solido selezionatore che la Federcalcio ucraina preferì a Eriksson qualche tempo fa: dalle parti di Kyev qualificazione ai play-off in volata ai danni del Montenegro grazie a due vittorie contro Polonia e San Marino, nove gol fatti senza subirne e sorpasso anche alla Svezia nel ranking Fifa. Sulle ali dell’entusiasmo, magari coi favori dei sorteggi, i gialloblu potrebbero approdare per la seconda volta nella loro giovane storia alla fase finale di un Mondiale.

Svezia

Ibrahimovic l’ha portata ai play-off, Ibrahimovic vorrà condurla in Brasile: il suo gol a cinque minuti dalla fine di cinque giorni fa contro l’Austria ha permesso agli scandinavi di preservare la seconda piazza nel Gruppo C, la passerella finale contro la Germania serviva al ct Hamren per testare le seconde linee. Dunque non testa di serie ma comunque assetata di Mondiali, dove vuole tornare a giocare dopo l’assenza (un trauma per i calciofili svedesi) di quattro anni fa in Sudafrica: il selezionatore è già stato chiaro, a novembre affiderà le chiavi della squadra a Ibra.

Francia

Niente da fare, i regolamenti non si cambiano a torneo in corso: la Federcalcio francese aveva chiesto di rivedere la sua posizione nel ranking in vista degli spareggi perché avendo giocato due partite in meno (il suo girone era da cinque squadre) aveva avuto meno opportunità di incrementare il suo punteggio (le partite ufficiali hanno un valore maggiore). Osservazione giusta, ma tardiva: i galletti semplicemente hanno ottenuto un punto su sei contro la Spagna, da cui il secondo posto. Il suo recente (e disastroso) passato ha fatto il resto: resta comunque la favorita, Portogallo permettendo.

Romania

Manca a una fase finale dei Mondiali dal 1998, la selezione rumena sa che ha la possibilità di scrivere un pezzo della sua storia: prima delle ultime due giornate del girone di qualificazione, il ct Piturca era abbastanza abbattuto, avrebbe dovuto sperare nell’Olanda e non fare passi falsi con Andorra e Estonia. Così la Romania ha fatto sei punti e gli olandesi hanno battuto Ungheria e Turchia, consegnando dunque a Marica e soci la possibilità di restare in vita fino a novembre. Contro l’Ucraina potrebbero passare, ma anche contro la Croazia se questa non risolverà i suoi problemi in panchina.

Islanda

La vera rivelazione di queste qualificazioni: dal 4-4 in super-rimonta in Svizzera, alle vittorie in Albania e Slovenia, fino al pareggio di ieri coi cugini norvegesi, la presenza degli isolani nel lotto delle otto migliori secondi è un miracolo targato Lars Lagerback, il ct ex selezionatore della Svezia che ha dato gioco e convinzione a una generazione di ottimi giocatori (non dimenticando però il vecchio capitano Gudjohnsen). “Non posso esprimere con le parole la mia gioia. La squadra e lo staff hanno lavorato duramente e lo si è visto con il costante miglioramento dei ragazzi” ha detto l’allenatore che ora spera di evitare il Portogallo.



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